Spunti e idee

Storie incredibili e segreti svelati

L’uomo che si credeva vivo

Andrea è un manager potente e rispettato, la sua vita una catena di successi. Ma un giorno incontra Annabelle e scopre di essersi sempre ingannato. Un libro su misura di Alia Verba lo condurrà ad aprire gli

Facendo questo lavoro ho ascoltato mille storie, una per ogni persona.
Ma quella di Andrea è stata una delle mie preferite.

Andrea aveva una carriera brillante e la stima di tutti, anche dei colleghi.
Preciso, corretto, attento. L’unico che si assumeva le più rischiose responsabilità, coraggioso e affascinante. Un buon capo.
Nella federazione si spendeva senza tregua, e in più guidava l’azienda di famiglia.
Annabelle, anche lei a capo di una grande ditta del nord est, lo ammirava come professionista e come uomo.
In comune avevano un matrimonio fallito e un bambino da accudire da soli.
Tra loro scattò qualcosa di misterioso e non detto. Qualcosa di rosso.

Infine lei trovò il coraggio di dargli un nome e allora esplose. Prima passione, poi amore.
Andrea era meraviglioso e presente, quando nessuno poteva vederli, la notte.
Di giorno però tornava quello di sempre, sfuggente e distaccato.
Si chiudeva nella freddezza, si stordiva di lavoro fino a crollare.
Annabelle si sentiva una nullità. Eppure qualcosa le suggeriva che il vero Andrea era quello che l’abbracciava la notte. Quello che in fondo la amava.

“Scegli noi”, gli disse allora.
Lui invece le disse addio. Amava troppo il suo bambino per turbarlo con una donna che non era sua madre, disse.
Annabelle sentì crollare il mondo. Aspettò, credendo che sarebbe tornato, ma lui non tornò.
Il tempo passò, amaro.
Andrea correva dietro i suoi mille impegni, sempre al cento per cento, tra un successo e l’altro.
Annabelle infine si arrese. Decise di accontentarsi di qualche incontro furtivo, di quel niente che lui poteva darle.
E così fu, per un poco. Peccato, perché nei momenti insieme tutto era perfetto.
Annabelle tornava a casa dal suo bambino, e pensava che sarebbe stato bello regalargli una nuova famiglia, questa volta una famiglia piena d’amore. Se solo Andrea avesse voluto provarci, costruire con lei qualcosa di solido, dar retta ai sentimenti…

Un giorno Annabelle mi scrisse e mi chiese di trovare le parole giuste per toccare il cuore di quell’uomo generoso e serio, le parole per sciogliere la corazza con cui si difendeva dal mondo.
Andrea doveva scoprire, delicatamente, che il suo correre quotidiano non era Vita.

Così nacque “Dal fiume al mare”.
Sulla riva di un fiume un vecchio mendicante si avvicinò ad Andrea, perso nei suoi pensieri. Gli promise che presto avrebbero fatto un viaggio, e che alla fine di quel viaggio egli non sarebbe più stato lo stesso uomo che era adesso.
Andrea pensò che il vecchio fosse pazzo, provò a ignorarlo e si distrasse a guardare il fiume. Quando si rigirò quell’uomo era scomparso.
Gli si ripresentò tempo dopo, nel pieno delle sue giornate senza respiro.
Sembrava che venisse dal nulla e nel nulla tornasse. Ogni volta quel povero mendicante lo rapiva con parole profetiche, come in sogno.
Un giorno, fermatosi un momento in un parco, gli si avvicinò una bambina.
Arrivò correndo e curiosamente domandò ad Andrea dove fosse la sua faccia. Andrea sorrise, le rispose “È proprio qui.”
La piccola rise. “Ma si vede benissimo che quella è una maschera!” disse. “Io voglio vedere quella vera.”
Andrea restò molto turbato, ma la bambina corse via lontano, e nessun adulto la raggiunse.
Nei giorni seguenti Andrea cominciò a vedere cose che non aveva mai visto.
Gli inchini dei dipendenti, il timore di deluderlo nei loro occhi. Vide l’ammirazione e la stima… E la distanza.
Si vide riflesso negli sguardi della gente. Era quella, la sua maschera?

La sera tornò a casa tardi, come sempre. Il piccolo Marco aveva provato ad aspettarlo, e si era addormentato sul divano in compagnia della tata. Quando sentì la porta saltò giù e gli corse incontro, con gli occhietti pieni di sonno e una felicità purissima in viso.
Andrea si vide diverso. Come guardarsi in un’acqua trasparente…

“Si provava qualcosa di simile talvolta, quando si era ragazzi.
Quando te ne fregavi una buona volta e mandavi a quel paese il professore e il suo sarcasmo, capitasse pure quello che doveva capitare.
Quando partivi senza un programma, quando correvi a perdifiato per la strada.
Quando prendevi il coraggio a due mani e in una notte di stelle le dicevi ti amo.”

Il vecchio mendicante comparve ancora coi suoi stracci, e chiese di lui alla portineria dell’azienda. Il receptionist avrebbe voluto cacciarlo, ma Andrea lo fermò, e raggiunse il suo misterioso amico.
L’anziano ospite lo condusse in luoghi incredibili, gli fece vedere la sua vita dal di fuori.
In un deserto senza sentieri, o su vette alte e lontanissime.
Andrea comprese d’essere stanco.
Il mendicante gli mostrò la sua vita, come tante foto su un album. Le sue corse, le feste, le strette di mano, l’affanno in bicicletta.
“Queste sono le ore del tuo riposo”, gli disse amaramente.
Gli fece vedere quante cose aveva fatto per costruirsi un nome, per essere ricordato.
“L’uomo ha solo tanta paura di morire, per questo si affanna su fragili cose.”

E così, di viaggio in viaggio, fino a giungere un giorno in riva all’oceano.
Andrea aveva ormai imparato che la corazza può essere solida, ma esiste sempre una persona che riesce a scalfirla.
Lei, Annabelle.
Il vecchio lo condusse al bagnasciuga.
“Vita, figlio mio, è entrare con tutto il corpo in acque non delimitate. In un deserto senza confini. In un paese senza cartelli”.
Andrea comprese che la corazza non gli avrebbe fatto sentire l’acqua sulla pelle. Forse valeva la pena spogliarsi e restare quello che era: solo un uomo.
La bambina di quel giorno nel parco passò in quel mentre e guardando stupita la sua faccia disse che era bellissima.
Così finalmente Andrea seppe tutto. Seppe quanti giorni aveva da vivere.

Uno soltanto. Questo.
Entrò nell’acqua come fosse la prima volta.
Dopo un poco vide arrivare Annabelle e gli parve che non se ne fosse mai andata.
Sentì la vita entrare nelle ossa e nelle vene.
Ora sapeva.
La felicità è una cosa semplice…

Poco tempo dopo Annabelle ci ha fatto sapere com’è andata a finire.
Secondo voi il libro ha dato frutti per il loro amore?