Spunti e idee

Storie incredibili e segreti svelati
Paesaggio a ritratto

Quello che un libro può fare

Il destino può passare dalle pagine di un libro. A patto che ci si lasci portare. Io ho trovato la storia su misura per me, per quello che sto vivendo.

Pare che tutto tenda all’intero, infine.
Le cose che viviamo, i sogni, i libri che leggiamo ci guidano dolcemente ad essere interi, completi, perché interi non siamo.

Siamo carenti, siamo divisi, siamo impauriti.
Dentro abbiamo muri di cemento armato.

I libri fanno come i gatti: sono loro che scelgono noi, quasi sapessero di cosa abbiamo bisogno.
Ho trovato questo libro, qualche settimana fa: «Le chiavi del regno», di Archibald Cronin.
A pagina 20 stavo già pensando di abbandonarlo, sembrava triste.
Poi qualcosa mi ha trattenuto ed ora non ho cuore di finirlo.
«… Non pensate che il paradiso sia nel cielo, è nel cavo della vostra mano, è dovunque, è non importa dove…”
Il suo indimenticabile protagonista è un prete, un uomo libero come io vorrei essere.
Senza steccati, capace di incontrare davvero.

A volte si è duri fuori per difendere il proprio fragile dentro.
Questo non è normale negli esseri umani. È più tipico dei crostacei.
Dovremmo invece essere ben solidi dentro e amabili, teneri, avvicinabili fuori.
Questo personaggio è così.

“Le chiavi del regno” tocca delle corde in me, ecco perché mi piace tanto.
Ho l’impressione che mi abbia preso per mano e mi porti da qualche parte, che stia cercando di aiutarmi.

Credo sia questo che fanno, i libri che amiamo.
Di sicuro lo fanno con me.